Intervista a Lorenzo Dornetti - AGF group


Intervistiamo LORENZO DORNETTI titolare della società “AGF group” - azienda giovane nata nel 2009, composta da una rete di psicologi presenti in tutta Italia e specializzata in progetti nell’ambito delle risorse umane e del marketing basati sulla “Psicologia per la vendita” (NEUROVENDITA).

1. COME NASCE L’IDEA DI AGF GROUP? DI COSA SI OCCUPA?
L’idea di AGF group, società di psicologi della vendita, nasce nel 2009, pochi anni dopo aver terminato la mia formazione accademica improntata su psicologia e neurobiologia, due mie grandi passioni. Il desiderio era quello di riuscire ad applicare le teorie studiate al di fuori dell’ambiente accademico/scientifico, per il quale non mi sentivo tagliato. Così, dopo una prima esperienza come venditore all’interno di in un punto vendita, ho capito quanto la “psicologia” avrebbe potuto essere utile a migliorare le VENDITE! Da qui, è partita l’avventura che ormai da anni portiamo avanti con crescente successo e soddisfazioni.
Oggi, con uno staff di 12 psicologi specializzati nelle risorse umane, forniamo alle aziende clienti: servizi, supporto e consulenza nell’ambito HR (reclutamento risorse) e FORMAZIONE (insegnamento/affiancamento alla vendita, valorizzando in primis il potenziale “umano).
Negli ultimi due anni, stiamo inoltre portando avanti un progetto che vede come obiettivo la raccolta e messa a disposizione dell’expertise acquisita nell’ambito della psicologia applicata alle vendite, in prodotti formativi quali manuali ed e-learning settorializzati. Cerchiamo così di rispondere all’esigenza di crescita di realtà commerciali meno strutturate e con budget di formazione più limitati e di singoli professionisti della vendita che vogliano investire autonomamente nella loro formazione professionale (sul nostro e-commerce shop.agfgroup.net sono già a disposizione i primi prodotti formativi)

2. CHIAVI DEL SUCCESSO?
Nel caso di AGF group ne possiamo sicuramente identificare TRE determinanti:
-  OFFRIAMO UN SERVIZIO UNICO! Siamo l’unica struttura in Italia che sfrutta un approccio psicologico al settore commerciale, delle vendite nello specifico. Plus importante è la specializzazione dei nostri collaboratori, tutti psicologi con expertise nel settore specifico delle vendite
-  CONDIVIDIAMO IL RISCHIO COL CLIENTE! Parte variabile dei nostri compensi è infatti determinata sulla base dei risultati di crescita che il cliente raggiunge grazie alla collaborazione con noi. A garanzia di quanto crediamo nel successo del nostro approccio!
-  STIAMO AL PASSO COI TEMPI! Ovvero ci aggiorniamo continuamente, sugli studi della psicologia, sulle ultime teorie. Ricerchiamo nuove tecniche di vendita e applicazioni nell’ambito della selezione e formazione. Scopriamo nuovi settori d’impiego.

3. OBIETTIVI E DESIDERI PER IL FUTURO?
L’obiettivo di breve periodo è di far crescere AGF group, non solo in termini di fatturato ma di competenze delle persone che la compongono a tutti i livelli, perché diventino sempre più trasversali ai differenti settori con cui c’interfacciamo quotidianamente (Fashion, ICT, ENERGY etc..).
L’ambizione è quella di consolidarci sul mercato italiano ma soprattutto di conquistare i mercati esteri. Ci piacerebbe per es. supportare aziende di retail nelle aperture di punti vendita in piazze diverse dall’Italia. In tal senso abbiamo già affiancato un nostro cliente nel mercato svizzero ed è stata un’esperienza stimolante, sicuramente da replicare.

4. MOMENTO DI DIFFICOLTA’ E COME E' STATO SUPERATO?
All’inizio della nostra attività abbiamo goduto di un’enorme fortuna, essendoci esploso in mano il settore “immobiliare”. Collaboravamo con pochi clienti, molto importanti, con reti vendita strutturate su tutto il territorio. Questo ci ha permesso una crescita molto rapida, in termini di numero di collaboratori e di fatturato. Purtroppo la storia è nota… il settore immobiliare è stato uno dei settori più colpiti con la crisi e di conseguenza il nostro volume di lavoro e fatturato hanno subito una bella battuta d’arresto! Era il 2011… è stato un momento difficile!
Abbiamo dunque dovuto affrontare la duplice sfida di trovare sia nuovi mercati interessati a investire nelle risorse umane/formazione nelle “vendite” e sia acquisire le competenze e professionalità necessarie per gestirli e ottenere risultati… ci siamo riusciti! Ad oggi risultano all’attivo progetti con reti vendita in diversi settori: TLC, energy, assicurativo, fashion retail, studi commercialisti.
Continuiamo inoltre la ricerca di soluzioni che permettano a noi di crescere e fornire valore a chi lavora nelle vendite. Ne sono la riprova i prodotti formativi di cui parlavamo prima, l’apertura di un e-commerce, il recruiting  e la comunicazione sui social media! Tutti strumenti che ci permettono di affrontare la crisi di questi anni, di trovare nuovi clienti e di fatturare, senza snaturare la nostra identità: l’applicazione della psicologia alla vendita!

5. CONSIGLI UTILI PER CHI VUOLE AVVIARE UN’ATTIVITA’ DI SUCCESSO?
Innanzitutto, NON FARSI SPAVENTARE! Oggi si parla di crisi, a livello macroeconomico, la frase ricorrente è “non è il momento giusto…, cosa credi di riuscire a fare con questa crisi?”. In verità le aziende, soprattutto quelle più piccole, si reggono su dinamiche microeconomiche che vengono influenzate solo in minima parte dalla crisi generale.
In seconda battuta, AVERE MOLTA CHIAREZZA D'INTENTI! Definire preliminarmente cosa si vuole fare, per quali clienti e “come”, cercando di differenziarsi ed essere innovativi rispetto a ciò che sul mercato è già esistente. Avere un’identità chiara di metodi, processi e comunicazione è fondamentale per riuscire ad avere successo!
Da ultimo, CONTORNARSI DI COLLABORATORI VALIDI! Oggi nessuno fa impresa da solo! L’imprenditore deve supervisionare e coordinare e spesso, anche se è lui “metterci la faccia”, ha necessità di circondarsi di persone che in primis abbiano voglia di fare e che siano in grado di offrire all’azienda: valore aggiunto, supporto ed idee qualità.

Non ci resta che augurare in bocca al lupo a LORENZO ed il suo staff!

L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità
(Winston Churchill)

Baby Boomers, Generazione X, Generazione Y, Generazione Z - quattro generazioni a confronto

Ultimamente, sempre più spesso, in televisione, sui blog e nei vari articoli di settore sento classificare i “lavoratori” in quattro macro “GENERAZIONI” legate all’anno di nascita e quindi al periodo storico vissuto da ciascuno di loro. Secondo molti studi, infatti, l’esser nati in un certo momento storico, influenza in maniera determinante il proprio modo di pensare, di agire e di comunicare all’interno della società e del mondo del lavoro. Ogni generazione è di fatto caratterizzata dai suoi film cult, libri, eventi, giochi, musiche, miti e leggende del momento vissuto.  Ma quali sono queste generazioni?

GENERAZIONE “BABY BOOMERS”  >  INDIPENDENTI E GRANDI LAVORATORI
I "boomers" (anche detti figli del baby boom) sono i nati tra il 1945 ed il 1965 (età compresa tra i 50 – 70 anni) che hanno vissuto il periodo della ripresa economica e del boom demografico successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
E’ la generazione “on the road“, quella delle rivoluzioni culturali, delle lotte per i diritti civili, del movimento hippie, della rivoluzione sessuale, del pacifismo, del femminismo e del rock. Sono persone fortemente orientate al lavoro ed alla carriera, ambiziose ed al tempo stesso concrete, prediligono ancora le relazioni “faccia a faccia”. E’ gente ottimista, che essendo cresciuta nel boom economico, ha redditi elevati ma al contempo grande capacità di risparmio. È la prima generazione attenta alla forma fisica ed ai «rimedi» contro la mezza età. E’ gente «giusta» nata al momento giusto!!  Rientrano in questa categoria personaggi del calibro di Steve Jobs e Bill Gates.

GENERAZIONE “X”   >   “LAVORARE PER VIVERE”, NON VIVERE PER LAVORARE
Sono i nati tra il 1965 ed il 1980 (età compresa tra i 36–50 anni) che hanno vissuto eventi storici epocali come il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda. L’espressione “X” nasce nel 1991 da Doug Coupland nel suo famoso libro Generazione X - romanzo cult che ha dato un’anima ai nati di questo ventennio, schiacciati tra il sogno americano e l’incubo delle Torri gemelle.
La Generazione X costituisce oggi il segmento più grande dell’attuale popolazione, sono persone cresciute in piena recessione e con basse aspettative: il loro problema non è diventare un altro Bill Gates, ma semplicemente quello di trovare un posto di lavoro “stabile”. Sono caratterizzati dalla leggenda dell’esser “fannulloni” in quanto precari nel lavoro e senza obiettivi precisi – sono di fatto entrati nel mondo del lavoro con più lauree e master dei propri genitori, ma a causa della recessione che stiamo vivendo, hanno retribuzioni minime.  Rispetto però la generazione precedente hanno sicuramente un’apertura mentale maggiore verso le “differenze” (di genere, razza, sessuale…) e sono anche i primi ad esser cresciuti con le nuove tecnologie (giocano al computer, scaricano musica, comunicano in tempo reale, vivono costantemente su internet e con il telefonino in mano, frequentano i social network…).

GENERAZIONE “Y”   >   LIBERALI, TOLLERANTI E…NARCISI
Sono i nati tra il 1980 ed il 2000 (età compresa tra i 18 – 35 anni), anche detti “Millennial”. Il termine Generazione Y apparve per la prima volta nel 1993, in un editoriale che descriveva i teenager del momento, definendoli come la generazione di MTV, caratterizzata ossia da un maggior utilizzo e familiarità della “comunicazione istantanea” tramite i social, i media e le tecnologie digitali (es. email, SMS, ecc).
Il DNA dei “Millenial” è quello di una generazione interamente cresciuta con Internet ed i dispositivi mobili, connessi 24 ore su 24 e che per strada sbattono contro i pali della luce perché hanno la testa infilata nello smartphone!! Sono coloro che restano più tempo a casa, quelli abituati a vivere in un mondo precario e senza ideologie, sono ragazzi impazienti (tutto e subito), narcisisti e pigri che tendono a vivere molto più a lungo in casa con i genitori rispetto a chi gli ha preceduto, nonché a tornarvi dopo brevi periodi “di indipendenza” (per questo anche detti "Boomerang Generation").

GENEARZIONE “Z”
  >  IPERCONNESSI, MA…PIÙ INTELLIGENTI
Sono i nati dal 2000 in poi (età compresa tra i 0 – 18 anni), anche definita dagli esperti “Generazione Post” (ossia che si racconta tramite "post") perché sono ragazzi cresciuti a pane, Internet e Tablet!!
Sono individui iperconnessi che “preferiscono scrivere un messaggio anziché parlare con qualcuno”, hanno maggior accesso alle informazioni e questo li fa crescere più in fretta e più sensibili verso i problemi “del mondo” ma anche più intelligenti rispetto alle generazioni precedenti. Sono infatti molto abili a trovare soluzioni rapide ai problemi, anche se il loro istinto è “di mirare più alla rapidità che all’accuratezza della soluzione” – sono di fatto molto intraprendenti e portati all’imprenditorialità!

ATTENZIONE A NON GENERALIZZARE!
Ovviamente queste sono generalizzazioni e classificazioni possono sì tener conto dei vari momenti storici vissuti ma NON delle enormi differenze che esistono tra individuo ed individuo – sono quindi solamente un buon punto di partenza per studi ed indagine di business per meglio calibrare l’offerta di mercato ne mondo del lavoro! 


L'alternarsi delle generazioni è il veicolo, non il motore della storia.
(Nicolás Gómez Dávila)


Festa del Lavoro: orgini e storia

Il ponte del 1°maggio è terminato ma quanti realmente l'hanno atteso e vissuto come “FESTA DEL LAVORO”?? Inoltre, con i tristi avvenimenti legati all'EXPO quanti di noi si sono realmente soffermati a riflettere sull'attuale scenario politico e sociale legato alla nostra condizione lavorativa?

Innanzitutto, parlando di LAVORO non possiamo non citare l'art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

MA QUANDO E PERCHE' NASCE LA FESTA DEI LAVORATORI?

Internazionalmente, l'origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione venne approvata la cadenza annuale dell'evento.

In Europa la festività del primo maggio invece fu ufficializzata dal movimento sindacale solo nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo (1891). Durante il ventennio fascista però la stessa festività fu soppressa – per poi essere ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Anche la Chiesa, con papa Pio XII ricorda dal 1955, il il 1 maggio con la festa di San Giuseppe artigiano e lavoratore - un modo per far vivere la festa anche ai lavoratori cattolici.
La "Festa del Lavoro" è una festività mondiale e nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori che senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, hanno affermato i propri diritti, per raggiungere obiettivi e migliorare la propria condizione “operaia” - motto dell'epoca: "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire".

MA PERCHE' SI E' SCELTA LA DATA DEL 1°MAGGIO?

La scelta non fu casuale: si optò per il 1° maggio perché nel 1886, un corteo operaio svoltosi a Chicago per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore, e non 16, fu represso nel sangue. La protesta durò 3 giorni e culminò, il 4 maggio, col massacro di Haymarket: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

LO SCENARIO ATTUALE...

Oggi le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che ai movimenti sindacali possano far sentire le proprie idee anche in altre occasioni, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio. Un'unica grande manifestazione ancora attiva è il concerto musicale inaugurato negli anni Novanta da Cgil, Cisl e Uil a cui partecipano ogni anno centinaia di migliaia di persone e sopratutto giovani di tutta Italia.

ALCUNE RIFLESSIONI “DOVUTE”...

Concludo, ricordando i già sopra citati avvenimenti “NO EXPO” di questi giorni, tanti scempi e una città distrutta da “finti protestanti” che hanno agito nascosti ed incappucci: auto incendiate, vetrine in frantumi, strade devastate e cassonetti dell'immondizia in fiamme! Che dire...belli i tempi in cui si pensava alla “protesta” ed allo “sciopero” come reale credo di diritti da conquistare e bello il quadro simbolo di Giuseppe Pellizza da Volpedo (“Il Quarto Stato”) in cui la grande dignità e compostezza della classe operaia pronta allo sciopero va al di là di ogni violenza!
 
Buone riflessioni...

Uno sciopero non dovrebbe mai essere manovrato ma spontaneo. Se lo si organizza senza alcuna coercizione non vi sarà spazio per vandalismo e saccheggi (Gandhi, 2002)


Come trovare lavoro sul Web



Sempre più spesso incontro e parlo con persone alla ricerca di lavoro che, pur armate di buona volontà e corretti propositi, sono completamente “DISORIENTATE” dagli infiniti canali di ricerca e dai molti annunci “civetta” presenti sul web (ossia annunci riferiti ad offerte di lavoro inesistenti, che hanno solamente lo scopo di fare raccolta curricula all’interno della propria banca dati).

INTERNET, con la sua abbondanza di offerte e la sua semplicità ed immediatezza d’accesso, rappresenta ormai il canale più utilizzato da coloro che sono alla ricerca di opportunità lavorative… “cerca tutto, ed ovunque”!! E ricordate sempre che… cercare lavoro, è un vero e proprio lavoro!!

A voi qualche consiglio pratico per andare a “caccia” del lavoro giusto:
  • CURRICULUM / LETTERA PRESENTAZIONE  >  devono essere entrambi “efficaci ed interessanti” – occorre avere almeno due versioni del proprio curriculum mentre per la lettera sarebbe ideale personalizzarla in base al profilo dell’azienda destinataria – in caso di form online da compilare, siate precisi ed approfittate dei campi descrittivi liberi per offrire le informazioni extra.
  • DIFFERENZIARSI > dal curriculum al colloquio, cercate di lasciare il segno, di differenziarvi dagli altri, cercando di essere credibili ma al contempo interessanti – rendetevi appetibile!
  • PROFILO LINKEDIN > “deve esserci” e deve esser completo di tutte le informazioni personali e delle esperienze e competenze lavorative - sempre più reclutatori individuano profili attraverso “ricerche attive”, ossia scelta ad-hoc di profili “mirati” che il selezionatore trova direttamente sul web anziché riceverli tramite candidatura.
  • TEMPO DEDICATO > la ricerca del lavoro deve essere quotidiano – occorrerebbe sempre dedicare tempo al internet per vedere se ci sono nuovi annunci, novità di settore, feedback di qualche precedente candidatura, ecc.. ideale sarebbe un’oretta al giorno!
  • STRATEGIA D’ATTACCO >  se in prima persona non sapete cosa cercare, la vedo dura riuscire a trovare il lavoro giusto! Occorre crearsi una “mappa mentale” composta da 3 domande chiave a cui dover dare una risposta chiara e precisa: Cosa vi piacerebbe fare? Cosa sapete fare? Perché un’azienda dovrebbe assumervi?
  • LEGGE DELL’ABBONDANZA > “bombardare” l’annuncio che vi interessa, solitamente uno stesso annuncio è presente su più siti (es. sito aziendale, pagina social, siti generici gratuiti, siti mirati a pagamento, ecc.), quindi per incrementare le possibilità di esser chiamati ad un colloquio non esitate a candidarvi sulle diverse fonti
  • STRUMENTI IDONEI >  non potete cercare lavoro se non disponete di un collegamento internet, se non avete un indirizzo di posta o peggio ancora un numero di telefono per un eventuale contatto.
  • MOBILE RECRUTING (candidatura in “mobilità” tramite APP) > grazie alle nuove tecnologie, sfruttate la possibilità di esser sempre “on-line”, individuate le APP e le “scorciatoie” che vi permettono di individuare gli annunci di lavoro più interessanti (es. TWITTER vi permette di essere “follower” solo di ciò che realmente vi interessa)  
  • MAPPATURA SITI > nella vastità di siti che internet offre, createvi una mappatura dei vari portali in modo da monitorarli con maggior frequenza ed attenzione: vuoi per il numero di offerte di lavoro che pubblica, vuoi per la chiarezza delle posizioni ricercate, vuoi per la settorialità dei profili che ricerca, ecc.
  • RELAZIONE / CREA NETWORKING  >  create relazione, fate PR (Pubbliche Relazioni) con chi vi sta intorno…non vi chiudete in casa! Dal confronto con altre persone possono nascere opportunità segrete (es. contatti con aziende che sono in selezione ma che non lo vogliono pubblicizzare, ecc.)  
  • AGENZIE PER IL LAVORO  >  sono uno dei primi canali da attivare, fate in modo che il vostro curriculum sia sempre presente all’interno del loro data base e costantemente aggiornato. A voi alcune delle principali agenzie di lavoro presenti in tutta Italia: Manpower, Adecco, Randstad Italia, Gi Group, OpenJob, ecc.

Buona ricerca a tutti ed…in bocca al lupo!

Il primo posto dove cercare una qualsiasi cosa è l'ultimo in cui ci si aspetta di trovarla.
(Arthur Bloch)


Social Recruiting - Linkedin ed il suo successo


Dopo anni nel mondo della selezione, sempre più mi rendo conto che nel nostro ambito il ruolo del RECRUITER sta subendo innumerevoli cambiamenti e rivoluzioni, soprattutto vista la vasta gamma di strumenti a disposizione che un tempo non era nemmeno possibile immaginare, come ad es. SKYPE per video-colloqui ed i vari social per la "ricerca attiva" dei talenti, ecc. Il mondo dei SOCIAL RECRUITING ha di fatto portato con sé un doppio vantaggio: il primo puramente operativo per gli addetti ai lavori, ossia ricercare candidati più velocemente e, il secondo per le aziende, ossia creare e rafforzare l’immagine aziendale, permettendo a quest’ultime di crearsi un “TALENT BRAND” efficace!!

Da ultime statistiche relative all’anno 2014, il 38% delle assunzioni arriva dai social, e questo rende lo strumento la fonte di reclutamento più rapida e di qualità in assoluto. Inoltre ben l’82% delle aziende, ritiene che l’EMPLOYER BRAND abbia un impatto positivo, oltre che sull’immagine aziendale, anche sulla possibilità di individuare e quindi assumere veri “talenti”.

Su questo tema e sulla libertà di accesso senza precedenti che i social stanno offrendo al mondo risorse umane vorrei soffermarmi su LINKEDIN: il più diffuso “social network professionale” al mondo, con oltre 80 milioni di iscritti perché in grado di creare reti di contatti e relazioni professionali online sempre aggiornate!

Secondo ALEXA (Actionable Analytics for the Web) a dicembre 2014 Linkedin è al tredicesimo posto in classifica mondiale tra i siti web più visitati; i suoi utenti provengono principalmente da Stati uniti (35,6%), India (12,5%) e Regno Unito (4,4%), e nel nostro Paese sta subendo un’impennata senza precedenti. In Italia, si contano ormai oltre 7milioni di account registrati contro i 300 milioni di account totali.

LA FORZA DI LINKEDIN – CHIAVE DI LETTURA DEL SUO SUCCESSO ?
Il successo di Linkedin è racchiuso sul concetto che è un social in cui non esistono “utenti passivi”, al contrario invece ad es. di facebook e twitter. Il 75% degli utenti potrebbe di fatto essere considerato come “passivo” ma tale dato è estremamente fuorviante… la maggior parte delle persone è infatti aperta a valutare nuove opportunità di lavoro anche se già occupata. La reale suddivisione del “target utenti” di Linkedin è così composto:

    - candidati attivi (25%) > sono apertamente alla ricerca di lavoro
    - candidati esploratori (45%) > non cercano lavoro ma sono aperti a nuove opportunità - è risaputo che solitamente i talenti sono già lavorratori "occupate"
    - candidati cautamente attivi (15%) > valutano il cambiamento ma hanno timore di esporsi, soprattutto hanno paura di essere scoperti dal datore di lavoro e colleghi
    - candidati super passivi (15%) > chi è realmente felice del proprio lavoro e non valuta nuove opportunità

    MA COSA OFFRE REALMENTE LINKEDIN?
    - collegamenti personali (utente/azienda) > possibilità di crearsi una propria rete di contatti fino al 3°grado di amicizia dei propri legami/rapporti
    - linkedin recruiter (azienda) > possibilità di accesso all’intera rete Linkedin a prescindere dalla propria rete di contatti > vantaggio: tramite specifici filtri permette di individuare in maniera veloce il maggior numero di candidati con le skill ricercate
    - jobs network (utente/azienda) > offerta di lavoro / annuncio personalizzate che possono sfruttare anche pagine sponsorizzate e quindi maggiormente visibili
    - pagine carriera (azienda)> pagina aziendale in cui è possibile inserire la storia dell’azienda, immagini, video, news che incoraggia il candidato a seguire l’azienda a prescindere dall’annuncio di lavoro

    COSA ASPETTATE? CREAZIONE DEL PROPRIO PROFILO…TASSATIVO!!
    Per chi non l’avesse ancora fatto, sia esso candidato o azienda, occorre quanto prima “iscriversi” facendo bene attenzione a:
    - curare l'immagine digitale > scegliere la foto giusta, curare la descrizione delle proprie competenze, usare le parole chiave giuste;
    - coltivare il proprio network > in Linkedin esistono "sei gradi di separazione", per questo è utile coltivare la rete di contatti aggiornando periodicamente il proprio profilo;
    - partecipare alle discussioni > frequentare attivamente i “gruppi di lavoro” con domande, commenti
    - ottenere segnalazioni > scambiare segnalazioni /referenze non soltanto con colleghi e collaboratori, secondo il meccanismo di "endorsement" (riconoscimento delle competenze) recentemente introdotto sulla piattaforma

    Detto questo… buona navigazione/iscrizione su Linkedin!

    Il primo posto dove cercare una qualsiasi cosa è l'ultimo in cui ci si aspetta di trovarla.
    (Arthur Bloch)